Il riassestamento degli equilibri politici all’interno di Forza Italia sta avendo ripercussioni notevoli anche sui principi non negoziabili. Già alcune settimane fa Pro Vita & Famiglia aveva lanciato l’allarme e sollevato non pochi dubbi sulle derive “progressiste” verso cui sta andando il partito fondato da Silvio Berlusconi; derive poi - ahinoi - confermate.
Ebbene, una delle conseguenze di maggior rilievo sono state anche le dimissioni di Olimpia Tarzia dall’incarico di responsabile del Dipartimento Bioetica e Diritti Umani di Forza Italia. Intervistata da Pro Vita & Famiglia, l’attivista pro-life, esponente di lungo corso del Movimento per la Vita italiano, ha illustrato le ragioni della sua scelta, principalmente riconducibili al tema del Fine Vita, verso cui i forzisti hanno incredibilmente – e vergognosamente – manifestato più di un’apertura.
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On. Scalfarotto
La domanda
Per quali motivi il progetto di legge Zan non dovrebbe essere approvato?
Va premesso che la legge italiana tutela già chiunque, cittadino o straniero, da qualunque fatto illecito (penalmente rilevante, o meno, che sia) possa ledere o mettere in pericolo la sua incolumità, i suoi diritti assoluti e relativi e persino i suoi interessi, garantendo il ricorso all'autorità giudiziaria in ogni sede adatta a fare giustizia.
Ciò detto, i motivi per opporsi al p.d.l. Zan sono molteplici, ma è possibile identificarne tre, che appaiono maggiormente rilevanti, sotto il profilo giuridico e antropologico, perché ne deriva una assoluta indeterminatezza della fattispecie, che rende evidente la matrice ideologica e strumentale del progetto di Legge, identificato col nome del suo promotore principale, il Deputato Alessandro Zan.
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Paul Freeman
Dopo la scelta del Presidente Mattarella di non appoggiare la candidatura di Paolo Savona al Ministero dell’Economia, si sono scatenate, secondo la "migliore tradizione" italiana, le faziosità attorno alla figura del Presidente della Repubblica.
– Mirko De Carli, La Croce Quotidiano, 18 Dicembre 2015 –
Il Parlamento europeo ha votato un emendamento che chiede il divieto nei confronti di quella che più volte abbiamo definito sulle colonne de La Croce ‘maternità surrogata’.
Leggi tutto: L’utero in affitto ‘mina la dignità della donna’: l’europa sentenzia